Blog: http://21marzo.ilcannocchiale.it

21 marzo 2008.Primo giorno di primavera, data simbolo per ricordare tutte le vittime delle mafie.

Le città del 21 marzo 2008 (in costante aggiornamento) primo giorno di primavera data simbolo da tredici anni per ricordare tutte le vittme innocenti delle mafie:
Milano - Roma - Pescara - Marsica - Trapani - Andria (BA) - Belluno - Napoli - Caserta - Ferrara - Cuneo - Palermo - Potenza - S. Cesareo (LE) - Taranto - Torchiarolo e San Pietro Vernotico (LE)- Catania - Perugia - Città di Castello - Orvieto - Gubbio - Polistena - Bologna - Ospedali di Bologna - Bari - Foggia - Mugello - San pietro in Lama (LE) - Aradeo (LE) - Torino - Reggio Calabria.
"I nomi delle vittime letti a Bari il 15, verranno ripetuti in tutta Italia il 21,primo giorno di primavera, come facciamo da tredici anni.
Il 21 marzo che resta, al di là di questo grande appuntamento di Bari, la data simbolo per ricordare tutte le vittime delle mafie. Li leggeremo in tante piazze d’Italia, in tutti i luoghi in cui Libera è presente sul territorio nazionale, con lo spirito che ci ha sempre animato, sottolineando i tre aspetti che fondano una memoria che vuole davvero farsi impegno. Il primo aspetto è la ricerca della verità. La maggioranza dei famigliari non conosce fino in fondo la verità sulla morte dei loro cari. E’ una verità che va cercata e accertata in tutti i suoi aspetti, perché è solo sulla verità trasparente, completa, che è possibile fondare una giustizia. Il secondo aspetto è la prossimità. Il nostro stringerci attorno ai famigliari non è occasionale, limitato al 21 marzo o alla ricorrenza dei singoli lutti. E’ una presenza costante che cerca di accompagnare, sostenere, coinvolgere, ma che si batte anche perché siano riconosciuti e garantiti ai famigliari i legittimi mezzi materiali per condurre una vita dignitosa. Il terzo aspetto è l’impegno. Impegno nel contrasto alle mafie e alle varie forme di illegalità in tutte le sue articolazioni. Il che significa: percorsi educativi nelle scuole, collaborazione con le università, promozione di una cultura della partecipazione e della responsabilità, diffusione dei diritti per una maggiore giustizia sociale. Ma vuol dire anche miglioramento della confisca dei beni, strumento decisivo per aggredire i patrimoni illeciti e colpire le basi del potere mafioso, nonché informazione attenta sui fenomeni mafiosi per evidenziare la loro contiguità, a volte connessione, con il potere economico e politico, la loro diffusione nazionale e internazionale. Non ci stanchiamo di ripetere che la ricerca della verità, la prossimità e l’impegno non devono essere solo predicati ma praticati, hanno bisogno di una sempre maggiore partecipazione, continuità, corresponsabilità. Diventare patrimonio comune, spina dorsale di una società che tutela la libertà e la dignità di ogni persona nel segno di quel “noi” che genera speranza e cambiamento."

don Luigi Ciotti




Pubblicato il 26/3/2008 alle 11.35 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web