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FLARE, a Bari giovani europei contro il crimine.

Il momento-clou è per il 14 marzo alla Fiera del Levante quando circa 200 giovani in rappresentanza di 50 organizzazioni non governative provenienti da 30 Paesi incontreranno 450 famigliari delle vittime delle mafie.
Un appuntamento che il giorno seguente avrà il suo naturale seguito in una manifestazione pubblica con corteo che partirà da Punta Perotti, nel cui parco pubblico verrà collocata l'Arca della pace, e si concluderà in piazza della Libertà. Così per cinque giorni, fino al 15 marzo, Bari diventerà capitale dell'antimafia europea. L'occasione è data dalla
penultima tappa del programma Flare (Freedom, liberty and rights in Europe) per la realizzazione di una rete europea contro le mafie e la criminalità organizzata. I 200 giovani che stanno affluendo a Bari provengono da Paesi della Ue, del bacino del Mediterraneo, dei Balcani, dell'ex Unione Sovietica e del Caucaso. All'assemblea del 14
marzo, che comprende l'incontro con i famigliari delle vittime delle mafie, parteciperà il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti; il corteo del giorno dopo coinciderà invece con la XIII 'Giornata della memoria e dell'impegnò promossa da Libera e altre associazioni, fra cui 'Avviso pubblico'. Iniziative, è stato sottolineato in una conferenza stampa tenuta da esponenti di Libera, che hanno trovato il supporto di Regione Puglia (erano presenti oggi il presidente, Nichi Vendola, e l'assessore alla trasparenza, Guglielmo Minervini), Provincia di Bari (rappresentata dal vice presidente, Onofrio Sisto) e Comune di Bari (c'era il sindaco, Michele Emiliano). Quanto e come sia possibile combattere le mafie è stato ribadito con due presenze. La prima è quella di don Raffaele Bruno, cappellano del carcere di Lecce e referente di Libera in Puglia, il quale ha ricordato che da pochi
giorni una cooperativa di giovani ha cominciato a lavorare e produrre nei terreni a Torchiarolo (Brindisi) confiscati ad un noto esponente della Sacra Corona Unita, Cosimo Screti. La seconda presenza è quella di Viviana Matrangola, figlia di Renata Fonte, assessore alla Cultura di Nardò (Lecce) uccisa dalla mafia il 31 marzo 1984. Viviana oggi cura per conto di Libera i rapporti con i famigliari delle vittime delle mafie, perché "non debbano vivere più nella solitudine", ha detto oggi ricordando quanto ha vissuto sulla propria pelle. (ANSA).

Pubblicato il 26/3/2008 alle 11.13 nella rubrica Diario.

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