Blog: http://21marzo.ilcannocchiale.it

Bari, in 100 mila per ricordare le vittime delle mafie.

Sono più di 100.000 - secondo gli organizzatori - le persone che partecipano alla Giornata della memoria per le vittime di mafia che si sta tenendo a Bari e che si è trasformata in una grande e colorata festa alla quale partecipano adulti, ragazzi e bambini. Il corteo sta ora lentamente avviandosi dal parco Punta Perotti per attraversare le vie cittadine.

"Fuori le mafie dalle nostre vite", "Insieme per ricordare e cambiare", "La legalità non si predica, si pratica": sono queste alcune delle scritte che campeggiano sugli striscioni.

Ci sono gonfaloni dei Comuni di numerose città d'Italia: sono molti quelli che provengono dalla Sicilia e tanti quelli dei Comuni del brindisino e del Salento, dove per lungo tempo ha dominato l'organizzazione di tipo mafioso 'Sacra Corona Unita'. Tra i partecipanti istituzionali, il ministro dell'ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio. I giovani hanno usato treno, auto, pullman per raggiungere il capoluogo pugliese e partecipare alla manifestazione, dove ora si scandiscono i nomi delle vittime di mafia. "Difendiamo la verità - gridano i ragazzi - e la cultura della legalità".

IL SINDACO DI BARI, PUNTA PEROTTI IL SIMBOLO - "Una giornata speciale nella quale c'é una grande emozione perché è un evento straordinario in una città che ha affrontato uno dei suoi problemi più grandi: quello dell'inquinamento mafioso". Lo ha detto il sindaco di Bari, Michele Emiliano, in apertura della XIII 'Giornata della Memoria. "Noi vogliamo risolvere la contraddizione mafiosa definitivamente. Come tutte le battaglie per la legalità e la responsabilità c'é bisogno di un simbolo e credo che questo sia Punta Perotti"."Credo - ha continuato Emiliano - he Punta Perotti possa essere simbolo nazionale della voglia del Sud di sfuggire all'illegalità. Al Sud si è vista spesso la mafia, oggi si vede fisicamente lo Stato con questa manifestazione". "Lo Stato - ha aggiunto tra l'altro - è la principale arma contro la mafia e questo corrisponde esattamente al senso di questa giornata. Ho sentito nei giorni scorsi i parenti delle vittime raccontare le loro storie e in nessuna di queste c'era spirito di vendetta. Non gli si può chiedere troppo, però in ogni intervento c'era la voglia di costruire un futuro diverso".
da ANSA

Pubblicato il 26/3/2008 alle 11.3 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web