Blog: http://21marzo.ilcannocchiale.it

Gela, 22 marzo 2004

Sono arrivati a Gela, nel profondo Sud dell’Italia e della Sicilia, 140 pullman. Un lungo e composto serpente di tanti, tantissimi bambini, ragazzi ed adulti da tutta Italia (la Questura parla di 20mila persone) ha attraversato le strade di una città che ha visto il suo nome troppe volte comparire nelle pagine di cronaca nera. L’occasione dell’incontro è stata la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie, evento organizzato da Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, il network di associazioni presieduto da don Luigi Ciotti, e da Avviso Pubblico.
L’iniziativa è ormai giunta alla sua nona edizione, ed ha mantenuto intatta la sua ispirazione ed il suo fine: conservare viva la memoria di tutti coloro che sono caduti sotto i colpi della criminalità organizzata, e al contempo, forti della responsabilità di questo ricordo, rafforzare l’impegno nel contrasto a tutte le mafie. Quest’anno l’appuntamento si è caricato di un altro importante significato: il tema della Giornata è stato “No al lavoro nero, sì al lavoro vero. Dignità per la persona, qualità per lo sviluppo”; proprio in occasione dell’appuntamento di Gela Libera ha firmato un protocollo d’intesa assieme ai sindacati Cgil, Cisl e Uil per denunciare le infiltrazioni criminali nel mondo economico e del lavoro, negli appalti, nel caporalato, nel lavoro minorile e nel racket ed usura.
Non a caso Gela è stata scelta per ospitare la Giornata; una città che vive le contraddizioni della presenza scomoda del Polo petrolchimico Eni, portatore di sviluppo economico e di occupazione ma allo stesso tempo di profondo degrado ambientale; una città che ha subito la violenta guerra per il controllo del territorio tra Cosa Nostra e la Stidda, l’organizzazione criminale che infetta la provincia di Caltanissetta.
E Gela ha risposto con un abbraccio caloroso all’iniziativa di Libera ed Avviso Pubblico, dimostrando che ha la forza e l’intenzione di cambiare il proprio futuro, lontano dai sentieri della criminalità e andando oltre le ciminiere del complesso petrolchimico. Lo ha confermato Rosario Crocetta, sindaco di Gela eletto lo scorso anno che ha avviato un coraggioso percorso opposto alla consuetudine degli appalti in mano alle mafie: “Bisogna non solo predicare ma soprattutto praticare la legalità. Gela deve diventare libera da ogni potente, libera da ogni prepotente”. E ha ribadito il concetto dal palco Roberto Centaro, presidente della Commissione Parlamentare Antimafia: “La Commissione chiederà all’Eni di firmare un protocollo di legalità per gli appalti”.
Nel corso della Giornata, particolarmente emozionante è stato l’appuntamento della mattina, durante il quale sono stati letti, nella piazza principale di Gela, i nomi delle circa seicento vittime delle mafie.
Gela ha regalato così un’immagine forte e significativa: a partire dai più giovani, dagli studenti delle scuole elementari fino a quelli delle superiori, c’è il forte impulso di una società che dice “no” alle criminalità organizzate, alle loro violenze, alle loro malsane abitudini di controllare l’economia.

Pubblicato il 3/9/2007 alle 15.44 nella rubrica La storia.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web