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21marzo
Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime della mafia
POLITICA
26 febbraio 2008
Desirée Digeronimo sottolinea: questa è la Camorra Barese, capace di riciclarsi e rinnovarsi. Scacco ai Telegrafo: San Paolo ripulito ma son pronti i sostituti.
Un’organizzazione mafiosa con i suoi riti e le sue gerarchie quella dei Telegrafo, che nulla ha da “invidiare” alle blasonate famiglie campane o siciliane: Desirée Digeronimo, sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia ha passato al setaccio la posizione di 61 persone, ma il GIP Michele Parisi per il momento non ha accolto le ipotesi di reato nei confronti di 11 soggetti. Questo perché mancano ancora dei nomi e dei cognomi alle vittime del giro di estorsioni, linfa di denaro fresco per l’organizzazione. “Ogni 5 del mese le grandi catene commerciali presenti al San Paolo dovevano versare la tangente ai Telegrafo, andiamo oltre i 2000 Euro”, spiega il Maggiore Gianluca Vitagliano, “mentre i piccoli negozianti oltre ad una quota in denaro dovevano garantire alcuni servizi, come la riparazione delle auto in uso al clan e gli ambulanti del mercato del venerdì erano dovuti al pagamento di “un’offerta” in denaro oscillante in media sui 100 Euro”. Tutto questo denaro assieme ai proventi dello spaccio di droga che i Telegrafo facevano arrivare al San Paolo dalla Colombia via Spagna grazie a Bruno Cannizzaro, tutt’ora latitante, e che il clan rivendeva ai pusher, anche non affiliati al clan, confluiva nelle spartenze, lo stipendio settimanale destinato anche alle famiglie degli uomini in carcere.
Si parte dai 250 fino ad arrivare ai 1000 euro, a seconda del gerarchia: sul gradino più basso i kamikaze, i ragazzi, anche minorenni pronti a sparare senza pietà e vogliosi di crescere in potere e disponibilità economica. Il secondo grado è composto dagli addetti allo spaccio e il terzo dai capizona, uomini a diretto contatto con Carlo Iacobbe, luogotenente di Lorenzo Valerio, il capo del clan, che dal carcere dettava gli ordini. I passaggi di grado richiedevano capacità da imprenditori nella vendita della droga, ma anche l’essere pronti a sparare contro un proprio familiare: nel covo di Via Ciusa, avvenivano banchetti “da matrimonio” che suggellavano il passaggio al massimo grado, con il dono da parte di Iacobbe di un solitario. Se il padrino intimava di non indossare l’anello significava che c’erano problemi con il nuovo capozona.
Tra i 19 arrestati c’è anche Donato Telegrafo, 21 anni e figlio di Nicola, lo storico capo morto in carcere a Catanzaro: al ragazzo, passato in “terza” in extremis anche per assicurare una lauta spartenza alla madre, i maggiorenti del clan spesso facevano notare l’aver voluto conservare il nome storico nonostante tutti i mutamenti avvenuti nell’ultimo decennio. I Telegrafo sono attivi al San Paolo dal 1998, anno della fine dell’egemonia del clan Montani: poi la guerra sanguinosa con i Diomede culminata con l’omicidio di Giuseppe nel novembre del 2000 e poi l’alleanza antistrisciuglio del 2003che ha portato a parecchi sfregi in carcere. Poi una politica di ricomposizione dei cocci e di intersecazione di alleanze per il quieto spaccio dopo l’operazione Iceberg del 2003, che aveva tagliato le gambe al gruppo con 46 arresti. Ora con l’operazione Manhattan si compie il progetto di far scoppiare la Bomba Atomica Telegrafo al San Paolo. Le indagini continuano, perché “fino a quando esisterà la droga esisterà la Mafia”, ha sottolineato Emilio Marzano, procuratore Capo del Tribunale della Repubblica di Bari. Ma ci sono già gli Strisciuglio pronti a mettersi in testa all’organizzazione e garantire la pax mafiosa.

da www.barilive.it di Antonella Ardito
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La XIII Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie promossa da Libera in collaborazione con Avviso Pubblico si svolgerà il 15 marzo 2008 a Bari (data anticipata di una settimana rispetto al tradizionale e ufficiale 21 marzo, coincidente con il prossimo venerdì santo). La giornata con il patrocinio della Regione Puglia, della Provincia e della Città di Bari ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie – su quelle pugliesi, circa quaranta, è calato il silenzio - e rinnova in nome di quelle vittime l’impegno di contrasto alla criminalità organizzata. La Giornata della Memoria e dell’Impegno è dedicata a tutte le vittime, proprio tutte.  Dai nomi più famosi a quei semplici cittadini, magistrati, giornalisti, operatori delle forze dell’ordine, imprenditori, sindacalisti, sacerdoti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere.





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